the towns and citizens all
female students and students
pc to President Giorgio Napolitano
We appeal to our fellow citizens, to brothers, parents of children like us.
The lords of the Government approved the DDL Gelmini in the House, the Parliament is the passage in the Senate and then the privatization of the university, the dismantling of the right to study and the uncertainty of research, unfortunately, become law.
have approved despite our protests, despite ourselves, we should be beneficiaries of this reform will not share it. We have repeatedly asked to be interviewed, to listen to our proposal - because there is a proposal, even if nobody talks about it - but it certainly was easier to make us look like big babies manipulated demolition of the "good change", incapaci di proporre reali alternative. Ma nonostante questo non ci sentiamo e non ci sentiremo sconfitti, perché sappiamo che noi studentesse e studenti in questi giorni abbiamo iniziato a cambiare l'Italia e forse un po´ anche Foggia, la nostra città. Non siamo mai stati così forti e consapevoli, non ci siamo mai sentiti così vivi.
Vi scriviamo dall'aeroporto. Ci troviamo al varco delle partenze, abbiamo in mano una valigia, qualcuno di noi ha anche i cartoni con i propri libri e poco altro.
Forse ce ne andremo come molti nostri colleghi hanno già fatto, ci stiamo pensando, andare via da un territorio che non apprezza la cultura e l´innovazione e che va avanti a caporalato e cemento. Ce ne vorremmo andare per trovare una formazione migliore nei luoghi e nei metodi, un lavoro gratificante, non in nero e neanche precario.
Ma resteremo, perché non amiamo rassegnarci.
In queste splendide giornate di lotta abbiamo riacceso la speranza, abbiamo costretto il Governo ad accorgersi di noi studentesse e studenti e obbligato l'opposizione a svolgere il proprio ruolo senza ambiguità, abbiamo riempito le pagine dei giornali, bloccato le strade i binari, affollato le piazze, occupato i monumenti, i tetti e le facoltà. La nostra è l'irruzione della vera politica e delle nuove idee nei luoghi del potere che puzzano di mafia e di interessi. Abbiamo fatto sperare l'Italia, abbiamo fatto tremare il governo.
La nostra generazione non è caratterizzata da un numero, un anno o un decennio, ma dalla cifra della precarietà, unica variabile certa che ci unisce . Combattiamo i "ladri di futuro", uomini del passato che occupano il presente, che vivono il loro panciuto benessere sulle nostre spalle sempre più fragili, garantiti dall'ipoteca posta sul nostro domani, a nostra insaputa. Rivendichiamo il diritto di poter scegliere delle nostre vite, non vogliamo solo limitarci a liberare il nostro avvenire da questi sequestratori: rifiutiamo il futuro che la loro generazione ha costruito per noi, vogliamo abbatterlo e ricostruirlo, costruire un mondo nuovo.
Oggi dichiariamo al Governo: questo Paese è troppo piccolo per entrambi. O noi o voi. Noi ed il sogno di cambiare tutto, la nostra idea di scuole e università pubbliche, di qualità, aperte a tutte e tutti, fabbriche del pensiero e della consapevolezza critica, il nostro obiettivo di abolire la precarietà, di cambiare il modello di sviluppo a partire da questa Italia. Voi e l'arroganza idiota, la vostra ostinazione nel rimanere sui vostri scanni, la vostra ingordigia nell'accumulare profitti, il vostro disprezzo per la cultura. Vogliono affossare i nostri cervelli ma noi non vogliamo spegnerci. Abbiamo dinanzi due alternative: staccare la Italy plug and go, go, letting it grow old and die slowly in their hands, or continue to fight for change.
We know that escape is as simple as getting on a plane and do not turn to look. We know it is right to stay, putting them on the run, their government, and build a constructive alternative to fuga.Noi, students and students, we are the alternative to escape.
just choose to change. Today.
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